16 Maggio 2017

  Contatti con i pazienti 

Questo Diario è dedicato a tutti coloro che hanno dubbi (o problemi) sulla salute del proprio cuore e vogliono rivolgermi le loro perplessioni. 

Solo per quelle domande pertinenti la salute del cuore ed il comportamento comune a riguardo, elaborerò articoli che pubblicherò su questo diario, alle altre risponderò attraverso altri canali, quali le "Lettere aperte", le "F.A.Q." e dove lo riterrò opportuno, anche tramite e-mail. Anticipo che non sempre si riescono a dare risposte esaustive senza l'ausilio della visita e degli esami di laboratorio (tipo esami del sangue, elettrocardiogramma, ecocardiografia, ecc..), tuttavia un rapporto diretto col paziente può spesso alleviare l'accumulo di stress psicologico che può alterare il normale funzionamento del cuore.


  Educazione o Istruzione? 

Nel mio lungo percorso di medico specialista ho avuto modo di notare, analizzare, confrontare vari comportamenti di pazienti, soprattutto occasionali, da cui ho potuto formare, pur in modo approssimativo, un quadro comportamentale dei soggetti secondo i quali la propria salute viene dopo i vizi e dopo i piaceri. Posso capire che la vita senza vizi e senza piaceri può risultare insulsa, e non voglio pensare a soggetti "praticamente perfetti", ma solo a persone responsabili della propria salute, persone che riescano a valutare i rischi e le sofferenze che i propri vizi e i propri piaceri arrecano. Ad esempio il fumo e la qualità del cibo: guai a toccare queste abitudini! Eppure, se si vogliono prevenire brutte cardiopatie è indispensabile eliminare il fumo del tabacco e i cibi grassi come primo passo, cercando di restare per quanto possibile entro il peso forma, perché l'obesità è fonte di cardiopatie varie. Ma da cosa può dipendere questa ostinazione a voler perseverare nell'errore? L'educazione mentale o la scarsa istruzione? Escluderei la seconda perché, indipendentemente dall'istruzione, il paziente viene informato con parole povere dal medico sui rischi che lo stanno minacciando; forse nemmeno l'educazione mentale, anche se incide molto di più dell'istruzione nel dirigere il comportamento; l'abitudine è invece la principale responsabile che guida sia l'educazione che l'istruzione, facendo sì che "ogni mente veda ciò che vuol vedere", indipendentemente dalla realtà.


22 Maggio 2017

28 Maggio 2017

  IL BEL PAESE  

A prescindere che la Terra sia tutto un paradiso, c'è chi ama la California o le Maldive o il Tibet o chissà quali altri paesi. Io ho sempre preferito l'Italia, e tanto ho fatto che da oltre 20 anni sono cittadina italiana, anche se, purtroppo e mio malgrado, serbo l'accento straniero del mio paese di origine, cosa che può risultare non gradita agli italiani d.o.c.. E' vero, ho dedicato più attenzioni alla lingua inglese per motivi di lavoro (ho lavorato in America, in Inghilterra, in Africa e in tanti altri Paesi), ma a mia discolpa vorrei dire che l'armonia e la musicalità della lingua italiana, forse unica al mondo, è tra le più difficili, soprattutto per chi proviene da una lingua slava. Pertanto mi scuso con i puristi della lingua italiana (per i miei testi mi servo di un correttore) e spero che apprezzino almeno la mia professionalità nel campo in cui opero.

1 giugno 2017

  RIFLESSIONI PROFESSIONALI 

Come si misura la bravura di un qualsiasi professionista? La risposta dovrebbe essere "Dagli esiti del suo impegno e della sua capacità professionale!". Purtroppo non è così! Sembra che la bravura si misuri con la tariffa dell'onorario: più è alta e più si è bravi!

Per fortuna non è così e spero nell'intelligenza delle persone che comprendano quanto importanti siano gli studi compiuti e le ricerche effettuate dal professionista, soprattutto nel settore sanitario, dove è in gioco la propria salute, e in particolare nel nostro ramo specialistico, dove si gioca con il proprio cuore e quindi con la propria vita.

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  PENSIERI CHE VOLANO 

Quando si tratta di questioni d'amore si dice spesso "Al cuor non si comanda", volendo precisare che il cuore "non ascolta comandi" e fa quello che vuole in modo indipendente. Ciò con riferimento al fatto che il cuore è un muscolo involontario, nel senso che lui batte (si contrae e si rilassa continuamente) indipendentemente dalla nostra volontà. 

Ma quando si tratta di questioni di salute, sarebbe molto meglio convincersi che "Al cuor si ubbidisce", nel senso che bisognerebbe ubbidire prontamente ai suoi comandi, o meglio alle sue richieste, per salvaguardarlo da improvvisi infarti e arresti (Prevenire si può!), cosa che purtroppo non facciamo con sufficiente buon senso.

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 SIAMO FATTI COSI' 

Nella mia lunga carriera di medico ho visto morire persone dI ogni età, e questo può sembrare normale quando si vive in una realtà con patologie di tipo cardiovascolare in cui sono specializzata; quello che non è normale (e che provoca tanta rabbia e tanta amarezza) è, invece, quando vedi morire persone, spesso molto giovani, che potevano essere facilmente salvate se solo avessero avuto un po' più cura di se stessi e avessero adottato le dovute prevenzioni.

Poiché l'argomento della prevenzione è per me cosa quotidiana con tutti i miei pazienti, sovente mi sono sentita rispondere che non possono permettersi, purtroppo, di pagare ogni volta da 200 a 300 euro per una visita di controllo, e, spesso nemmeno completa. Amareggiata per questa realtà, dopo un'attenta valutazione del problema, decisi di praticare un costo quasi pari al ticket nazionale per ogni singolo esame e, poiché ancora così si superavano le 130 euro per avere il quadro completo della propria funzione cardiovascolare e respiratoria, oltre al tempo di attesa per procurarsi le impegnative, le prenotazioni e infine gli esami stessi, decisi ancora di offrire ai miei pazienti vecchi e nuovi  un esame completo dell'apparato cardiovascolare e respiratorio al prezzo stock di soli 100 euro: e tutto ciò senza attese e nel breve tempo di un'ora!

Cosa è cambiato? Nulla! Assolutamente nulla! Anzi, i pazienti nuovi mi rivolgono domande che presuppongono garanzie della professionalità (tipo:"In quale Ospedale lavora?", "I suoi referti hanno valore legale?", "Può fare il certificato per la patente a chi ha il pace-maker?, ecc.), e per le quali rinvio alla visita di questo mio sito internet.

Riassumo con amara riflessione che la carenza di prevenzione non dipende certo dai costi esosi dei professionisti del settore, ma piuttosto perché SIAMO FATTI COSI'.